Centro di diagnostica

La diagnostica per immagini è scienza che ha raggiunto livelli non immaginabili quando, in un passato non molto lontano, W.K. Röentgen eseguì la famosa radiografia alla mano della moglie nel 1895 scoprendo che tra le proprietà dei Raggi X c’erano quelle di attraversare la materia organica e di impressionare una pellicola fotografica non esposta alla luce.

Da quelle immagini crepuscolari a quelle odierne create con l’ausilio di nuove sorgenti di energia (ultrasuoni e risonanza magnetica), mediate dalla digitalizzazione degli strumenti, il passo è stato gigantesco tanto che il medico che si occupa di questa materia, il moderno radiodiagnosta, ha dovuto acquisire una notevole esperienza clinica che è alla base interpretativa di immagini estremamente complesse e sempre più chiare, quindi, veritiere.

Il fascino di riuscire a studiare all’interno il nostro organismo ha sempre avviluppato l’intelletto ed ora con gli strumenti della conoscenza quella che era una tensione filosofica è diventata una realtà.

CENNI DI EPIDEMIOLOGIA (rischio di ammalare)

Si stima, dati FONCAM, (confronta il documento direttamente nella pagina degli approfondimenti nel nostro sito) che in Italia ogni anno sopravvengano oltre 30 000 nuovi casi di carcinoma della mammella (CM): circa 7-8000 in età inferiore a 50 anni, soprattutto nel segmento tra i 40 e i 49 anni, 13-14 000 tra i 50 e 70 anni ed altri 8-10.000 nelle età più avanzate.

Il numero di donne attualmente viventi in Italia che hanno avuto in passato una diagnosi di CM è stimabile a oltre 300 000. Le stime di incidenza, basate sulle statistiche di mortalità e di sopravvivenza e sui dati dei registri tumori, mostrano valori più alti al Nord, intermedi al Centro ed inferiori al Sud: i tassi di incidenza standardizzati per età sono del 30-35% più alti nel Nord che nel Sud.

Le differenze geografiche si stanno riducendo e sono praticamente confinate alle età superiori a 50 anni: nelle donne più giovani l’incidenza è ormai simile in tutta Italia. In alcune aree del Nord del paese il tasso di incidenza annuo di CM ha raggiunto l’un per mille (tasso standardizzato sulla popolazione europea) e il tasso di incidenza cumulativo fra 0 e 79 anni ha raggiunto il 10%: ci. significa che, in assenza di mortalità per altre cause, 10 donne su 100 sono destinate a contrarre la malattia nel corso della loro speranza di vita.

Due donne su cento si ammalano già prima dei 50 anni

I tassi di incidenza aumentano esponenzialmente con l’età (come per gli altri tumori epiteliali) fin verso i 50 anni, quindi subiscono una pausa, o addirittura una lieve diminuzione, per poi riprendere a crescere, ma con un tasso inferiore.

PRESIDI DIAGNOSTICI

È del tutto evidente quanto sia importante sottoporsi ai controlli di diagnostica senologica per immagini già in età giovanile tenendo presente il fondamentale concetto che il Cancro Mammario può essere guarito qualora si giunga ad una diagnosi in tempo utile, prima cioè che diventi palpabile (evidenza clinica): la palpazione ha una sensibilità del 50% e comunque non percepisce noduli al disotto di mm 10 – 15 purchè in mammelle prevalentemente adipose.

La sensibilità aumenta verticalmente qualora le donne vengano sottoposte contemporaneamente a visita, esame mammografico ed esame ecografico raggiungendo una sensibilità del 90% con la detezione di noduli al disotto dei mm 10 e tumori preclinici e /o non ancora invasivo (carcinomi in situ).

Da più centri universitari viene la proposto di iniziare la prevenzione con l’ecografia mammaria ai 35 anni proseguendo annualmente: ai 40 anni si affianca la mammografia alla visita e alla ecografia sempre con cadenza annuale; a tale proposito sono in elaborazione nuovi schemi di screenig presso il Ministero della Salute.

Impiegata in associazione alla mammografia, (dati FONCAM) l’ecografia migliora l’accuratezza diagnostica incrementando sia la sensibilità (sino al 90%) sia la specificità (sino al 98%).

Il personale medico è a disposizione per qualsiasi chiarimento.